Studio sullo stare fermi

con
Iscrizioni

Iscrizioni aperte. Promo sconto 20% entro il 15.02.2020

7/8 Marzo,  Martina Franca
Laboratorio tra teatro, poesia e fotografia a cura di Monica Angrisani e Ida Chiatante. Due giorni intensi di sperimentazione e ascolto di noi stessi e dell'altro.  "Il corpo è una folla spaventata" in cui ci muoveremo nella meraviglia della scoperta. L'arte non chiede obiettivi e non siamo qui a proporveli.  Entreremo nel denso significato dello stare fermi come pratica che porta ad una riappropriazione di sè, ad un nuovo peso e consapevolezza. Il workshop si terrà nel weekend presso Officine urbane Underground (Villa Carmine).
Posti limitati.   Iscrizioni aperte fino al 4 Marzo.
Contributo di partecipazione 180€

Sconto Contributo 160€ per i due giorni per iscrizioni entro il 15 Febbraio

Info e prenotazioni: info@puntolento.org  | t.3387933391


A CHI E' RIVOLTO
Rivolto a tutti coloro che vogliamo scoprire l’ebbrezza dello stare fermi seppur in movimento e viceversa, che vogliano tornare ad ascoltare il proprio corpo, viverlo e riviverlo e abbracciare tecniche teatrali e fotografiche, ad attori e performer. Non sono necessarie strumentazioni particolari o esperienze pregresse.

PROGRAMMA
TEATRO
"Il corpo è una folla spaventata" Monica Angrisani
- Una parte del lavoro sarà dedicata al riscaldamento/allenamento, lavoreremo sull’equilibrio,  sul contatto, cercare il contatto o respingerlo, tra due corpi o con lo spazio e le sue superfici,  ascolteremo il ritmo di un corpo fermo e l’assenza di questo in un corpo in movimento.
- Un’altra parte sarà invece dedicata alla composizione fisica e/o verbale, piccoli momenti di  improvvisazione e di osservazione sul proprio e l’altrui stare. Le due fasi non vanno intese come un primo e un secondo tempo, al contrario, l’una ci porterà  all’altra e viceversa.

FOTOGRAFIA
Fotografare é un atto corporale.
"La nostra fotografia ci fa paura. La nostra fotografia la adoriamo. Quanto siamo belli. Quanto siamo brutti. Giovani o vecchi. Oddio quelle rughe. Oddio come sono sexy. Guardate come sono felice. Guardate quanto ci amiamo. Quanto soffriamo."  Siamo convinti di sapere tutto dell'immagine che ci ritrae. TUTTO di noi stessi. Tutto della persona che ci mostra la sua foto. Perché non iniziare a ipotizzare di non sapere. Di NON ESSERE. NON CORRISPONDERE. Di ritrovarci sull'altalena. E di dondolarci e poi stare fermi. L'immagine fotografica allude, delude, falsifica. Cosa fa la differenza? La consapevolezza del pensiero, del corpo e del respiro. Lavoreremo sull'"imago".
Come l’io si costituisce? Lacan forgia lo stadio dello specchio per rendere conto del rapporto tra il bambino e la sua immagine, che, pur essendo la sua, è anche quella di un altro.
Di che è costituito questo io? Lungi dal fare dell’io l’elemento unificante e unificato, Lacan rivela che l’io non è che un’accozzaglia di identificazioni immaginarie. E nel termine di "imago" Lacan sintetizza le sue due componenti essenziali: un’immagine sensibile e un insieme ai tratti organizzati.

BIO
Monica Angrisani
"Il corpo è una folla spaventata." Era il titolo di uno spettacolo di molti anni fa, quando il mio di corpo era lustro e ignorante. Quando non aveva cicatrici, nemmeno quelle di morsi d’amore. Quando il mio corpo non mi era amico, quando il peso era solo affanno, quando la leggerezza credevo fosse un argomento riguardante gli insetti volanti. Quando guardavo e non mi vedevo. Guardavo e non mi trovavo.
Il corpo come casa. La pancia che accoglie. Le braccia che sorreggono. Le mani che supplicano. Il collo che spia. I seni che galleggiano e fischiano. L’ombelico, soglia sempre socchiusa. I glutei che ridono. Le gambe che danzano. I piedi che studiano ogni mossa. I denti che abbagliano.
Si il corpo è una folla spaventata ma non si comporta come tale. Una folla spaventata scappa, lui no. Il corpo resta.
Il corpo come biografia. Una schiena curva. Dita che si sfregano docilmente l’una con l’altra. Due solchi che dal naso scendono fino alla bocca.
Non c’è nulla al mondo che non abbia un suo peso specifico, anche un pulviscolo ha un peso,  ed è quest’ultimo che lo determina. Se non ho peso non riuscirò a muovermi con  determinazione, non avrò controllo, non sarò in grado di portarmi e portare nulla da nessuna  parte. Un abbraccio. Una danza. Un balzo. Uno sguardo. Una preghiera. Nulla di tutto questo  può farsi esperienza senza che prima non sia passata attraverso il corpo.  Ed è a partire da ciò che inizieremo la nostra indagine.   La parola stessa se non è portata, sostenuta dal corpo, dall’azione non arriverà mai all’Altro.   Vengo dal teatro e non posso prescindere dall’uso di un testo, dalla voce che unita all’azione  diventa accadimento. Qui la parola sarà quella poetica, di Mariangela Gualtieri ma non solo, e  per arrivare a stare fermi sperimenteremo il movimento in tutte le sue forme.

- Fin  da  giovanissima  si  interessa  al  teatro  lavorando  stabilmente  come  attrice  nella  compagnia  partenopea  Libera  Mente,  prendendo  parte  contemporaneamente  a  numerosi  laboratori  e  seminari  tenuti  da  apprezzati  professionisti  del  teatro  d’avanguardia  come  Leo  De  Berardinis,  Alfonso  Santagata,  Gabriele  Vacis,  Bruce  Meyers.  Incontra  il  lavoro  sul  corpo  con  artisti  come  Raffaella  Giordano  e  Danio  Manfredini.  Perfeziona  la  sua  formazione,  approfondendo  anche  l’aspetto  drammaturgico,  l’elaborazione  di  una  scrittura  teatrale  e  l’interpretazione  del  testo,  incontrando  il  lavoro  di  E.  Moscato,  M.  Gualtieri  e  G.  Sansone.  In  radio  recita  in  Sala  giochi  radiodramma  scritto  da  Goffredo Fofi e Maurizio Braucci, La colombaia di Fabrizia Ramondino, lettura realizzata presso RADIO  TRE,  per  il  programma  radiofonico  ‘Zazà’,  Napoli.  Negli  anni  collabora  con  diverse  compagnie  in  produzioni  di  richiamo  nazionale,  come  mPalermu,  con  la  regia  di  E.  Dante,  vincitore  del  premio  Scenario  2001  e  premio  Ubu  2002,  e  La  casa  d’argilla  con  la  regia  di  L.  F.  Natoli.  A  partire  da  queste  esperienze  si  avvicina  all’attività  registica  anche  collaborando  ad  allestimenti  sia  teatrali  che  melodrammatici come Le nozze di Figaro di W. A. Mozart e Ascesa e caduta della città di Mahagonny  – Weill/Brecht. In veste di docente collabora con il ‘Centro Internazionale la Cometa’ di Roma e con la  scuola  ‘Teatri  Possibili’  sempre  in  Roma.  Dedica  sempre  più  spazio  alla  lettura  ad  alta  voce,  realizzando  progetti  itineranti  ospitati  tra  l’altro  in  varie  case  romane  e  non.  Conduce  laboratori  in  diverse realtà nazionali, l’ultimo a Taranto, dove tredici attori hanno recitato nell’ Inquilino Chimerico  spettacolo itinerante per 25 spettatori.  

Ida Chiatante
Ida Chiatante, designer, si laurea presso il Politecnico di Milano in Industrial Design con specializzazione “Moda e Comunicazione”. Consegue un master su “Design dell’accessorio e del tessuto” presso la Scuola Tessile di Como e una specializzazione in Visual Merchandising presso AssoVisual Milano.  Entra nella realtà delle ultime botteghe sartoriali dell'abito fatto a mano da uomo per apprenderne le antiche tecniche e vivere da dietro il bancone l’atmosfera lenta, unica e rituale di questi luoghi. Ne è nato il progetto SARTORIE in cui presenta, attraverso fotografie e installazioni, il saper fare sartoriale e la vita di comunità della bottega. Il libro fotografico SARTORIE è stato selezionato al Sifest Festival di Fotografia di Savignano. Si indirizza verso la social innovation e dal 2017 segue, come fashion designer e responsabile di sartoria, il progetto di moda sociale chiamato “ABITI DAL MONDO”, laboratorio e negozio appartenenti all’Associazione Salam Ong con cui ha ricevuto diversi riconoscimenti. Studio IdaKia, con sede a Martina Franca in Puglia, si occupa di fashion design, art direction per aziende curando brand identity, graphic design, allestimento e organizzazione di eventi.  Le collezioni firmate IdaKia sono caratterizzate da un tocco retrò e insieme da una forte spinta contemporanea tra queste Trucioli gioielli contemporanei derivanti da scarti industriali e Cuir Noir borse in cuoio dipinte e cucite a mano. Fonda l’Associazione Culturale Punto Lento con Rubina Calella e Francesca Greco con l’intento di promuovere la crescita personale attraverso l’arte e il counselling.
www.idakia.com